mercoledì 27 gennaio 2016

PRINCIPI FONDAMENTALI DELLA NUOVA ISO 9000:2015


“[…] vivere significa cambiare, ed essere perfetti significa aver spesso cambiato.”

John Henry Newman

I seguenti concetti della nuova norma EN ISO 9000:2015 costituiscono i principi e il lessico per comprendere al meglio il sistema di gestione per la qualità. Basta darci un occhiata attorno e vediamo come tutto è cambiato in pochi anni. Adottare quindi un sistema di qualità vuol dire cercare il cambiamento e trovare la perfezione. A tal riguardo la ISO 9001 riprende meglio questi concetti, il tutto riassunto nel PDCA.

Partiamo però dalle basi, dai principi che costituiscono la ISO 9001. Le fondamenta le troviamo nella ISO 9000 e partiamo subito dal primo principio:

1)    Focalizzazione sul cliente. I soggetti sono loro, i clienti. Sappiamo tutti che nel mercato, inteso come incontro tra domanda e offerta, i clienti faranno la domanda, cioè chiederanno cosa vorrebbero dall’offerta (costituita da imprese e servizi) e insieme creeranno il prodotto a cui andrà il prezzo deciso dall’incontro, per l’appunto, tra domanda e offerta. Quest’incontro avviene per dei semplici motivi:

-          Migliorare il gradimento del cliente e quindi soddisfarlo al pieno;

-          Cercare di instaurare fiducia nel cliente;

-          Comprendere se i propri clienti vorrebbero un prodotto alternativo o completamente nuovo;

-          Ricavare maggior reputazione per la propria attività;

-          Trovare nuovi clienti così da aumentare i ricavi.

                  
                                                                                                                        

Tralasciamo ora i clienti e vediamo ora come un attività possa effettuare i punti sopra citati.

2)    Leadership. Principio fondamentale all’interno di un attività. Dando una spiegazione a questa parola sarebbe: posizione di vertice con l’intento di guida, tradotta meglio, si intende una o più persone che dirigono un azienda con l’intento di indirizzarla verso il successo cercando di coinvolgere tutto il personale. Fare quindi squadra per un obbiettivo comune.  Gli effetti positivi infatti sono:

-       Raggiungimento di una qualità migliore all’interno di un attività;

-       Sviluppo delle capacità dell’intera organizzazione;

-       Miglioramento dei processi interni, cercando anche di condividere la mission e vision a tutta l’organizzazione.



3)    Partecipazione attiva delle persone. Oltre a creare gruppo tra tutta l’impresa, bisognerà cercare di fare squadra anche tra i vari gruppi che la costituiscono. Pensiamo ad un attività composta da 10 operai che però tra di loro lavorano male poiché non vi è organizzazione e dunque i risultati saranno sicuramente negativi, al contrario, se invece vi è collaborazione tra di loro i risultati saranno positivi. Si potrebbero quindi attuare delle azioni che andranno a migliorare il carisma dei propri operai considerandoli sia singolarmente che come squadra. Si potrebbe ad esempio, cercare di condurre questionari singoli per vedere il tasso di gradimento all’interno dell’attività e migliorarla, cercare di far condividere le proprie conoscenze ed esperienze tra di loro così da far immedesimare una persona nella figura di leader, l’azienda potrebbe riconoscere il contributo degli operai… tutto questo per:

-       Aumentare la motivazione all’interno dell’attività per un miglior raggiungimento dell’obbiettivo finale;

-       Incrementare uno sviluppo personale e delle responsabilità;

-       Aumentare la soddisfazione nei clienti;

-       Aumento della collaborazione interna.



4)    Approccio per processi. In questo principio si parla di come è importante che i singoli processi collaborino tra di loro. Ragionare per processicostituisce lapproccio ideale per la costruzione di un Sistema di gestione per la qualità.

Tale impostazione è naturalmente orientata alle esigenze dei clienti, interni ed esterni, e consente di mantenere sotto controllo con il minimo sforzo il loro soddisfacimento.

Gli effetti positivi che ne ricava un’attività sono:

-        Capire quali sono le opportunità migliorative;

-        Ottimizzare i processi al fine di un miglior uso delle risorse;

-        Permettere all’organizzazione di dare il meglio.



5)    Miglioramento. Il miglioramento è essenziale perché un’organizzazione mantenga i livelli prestazionali prefissati. Questo per reagire alle opportunità che si generano nel tempo, interne ed esterne che esse siano. Applicando questo principio le organizzazione trarranno i seguenti benefici:

-        Migliorare i processi così da soddisfare maggiormente il cliente;

-        Prevenire rischi interni ed esterni;

-        Maggiore slancio per l’innovazione.

 


6)    Processo decisionale basato sull’evidenza. In quest’ altro principio semplicemente si intende che ogni attività, per vedere il proprio andamento e i propri miglioramenti che ha deciso di intraprendere, dovrà essere monitorata costantemente su basi analitiche. Dunque bisognerà analizzare gli andamenti con strumenti adatti e rendere i risultati fruibili per essere valutati da tutte le persone interessate ai vari livelli. Questo può portare a:

-        Migliorare i processi;

-        Controllare come le azioni operativi danno i risultati;

-        Controllare i propri obbiettivi per un futuro riesamine e dunque controllare le decisioni prese.



7)    Gestione delle relazioni. Un’organizzazione raggiunge un successo durevole nel tempo, se si crea un sistema di relazioni con tutte le parti interessate (fornitori, clienti, ecc.). Le relazioni hanno come obiettivi quello di mettere in comunicazione, le istituzioni, aziende e persone.

Esempio, avere un fornitore per lungo termine è un effetto positivo, poiché si andrà ad instaurare un rapporto di fiducia e magari si riuscirà a creare del successo nella propria. Sicuramente quindi, è importante saper scegliere con decisione i propri fornitori e scegliere con essi anche le decisioni che riguardano la propria azienda come ad esempio migliorare un attività collaborativa e misurare le prestazioni. I benefici sono:

-       Miglioramento dei processi interni ed esterni;

-       Coinvolgimento di una mission comune;

-       Comprendere meglio gli obiettivi finali per una miglior fornitura.

lunedì 11 gennaio 2016

LA NUOVA RAPPRESENTAZIONE DEL PDCA



William Edwards Deming (14 ottobre 1900 – 20 dicembre 1993) è stato un ingegnere, saggista, docente e consulente di gestione aziendale, noto per il suo lavoro per l'adozione di opportuni principi di gestione prima negli USA e poi in Giappone (Ciclo di Deming o PDCA).
 
In Giappone, dal 1947 in poi, insegnò ai vertici aziendali come migliorare il progetto, la qualità del prodotto, di prova e di vendita, attraverso vari metodi. Deming fornì un contributo significativo, rendendolo famoso per prodotti innovativi e di alta qualità, contribuendo anche al sorgere della sua potenza economica.
PDCA (Plan-Do-Check-Act) è un metodo gestionale diviso in quattro fasi, noto anche come il Ciclo di Deming.
Nella nuova norma ISO 9001:2015 è stata rielaborata una Rappresentazione della struttura con  focalizzazione della Leadership.
Il ciclo di Deming è un modello studiato per promuovere una cultura della qualità che è tesa al miglioramento continuo dei processi e all'utilizzo ottimale delle risorse.
Significato di PDCA:
Plan (pianificare): stabilire gli obiettivi e i processi necessari a fornire risultati in conformità ai requisiti del cliente e alle politiche dell’organizzazione attraverso richieste di produzione, di completezza e accuratezza delle specifiche scelte.
Do (fare): attuare ciò che è stato pianificato. Dopodiché raccogliere i dati per la creazione di grafici.
Check (verifica): studiare i risultati, misurati e raccolti nella fase del "Do" confrontandoli con i risultati attesi. Un aiuto può essere dato da dei grafici che mostreranno l’andamento dei risultati e porteranno al passo successivo.
Act (agire): richiede azioni correttive sulle differenze significative tra i risultati effettivi e previsti. Analizza le differenze per determinarne le cause e dove applicare le modifiche per ottenere il miglioramento del processo o del prodotto.

lunedì 4 gennaio 2016

I NUOVI PRINCIPI DELLA NORMA ISO 9001:2015


 
La ISO 9001:2015 è una norma a livello internazionale che è stata pubblicata in data 23/09/2015 dal UNI. Sostituisce la  ISO 9001:2008 che è stata in vigore fino al 14/09/2018. Usata da aziende pubbliche e private per dimostrare ai propri clienti che i processi con cui è creato un prodotto/servizio rispecchiano i requisiti minimi imposti da standard internazionali.

La nuova norma enfatizza alcuni approcci prima sottintesi. La gestione del rischio diventa un requisito basilare di tutti i sistemi di gestione. L’approccio alla gestione del rischio viene tenuto il più possibile generico, senza porre limiti alla metodologia che una organizzazione può adottare. Vi è un maggior coinvolgimento dell’Alta Direzione nell’implementazione del QMS (Quality Management Systems) all’interno dell’Organizzazione.

RISCHIO

Nella nuova norma si parla di “risk-based thinking” ed è un concetto fondamentale per il sistema qualità di un’impresa. Per essere in linea ai requisiti della presente norma internazionale, un’impresa ha la necessità di pianificare ed effettuare azioni che affrontano rischi e opportunità. Riconoscere i rischi per prevenire errori. Il rischio ha effetti positivi o negativi, ma di fatto, la sua valutazione crea un’opportunità. La presente norma, dunque, richiede all’impresa di determinare i propri rischi come base per la pianificazione della gestione della qualità, infatti, uno degli scopi di suddetta norma è quello di fornire uno strumento di prevenzione. C’è maggior flessibilità rispetto alla ISO 9001:2008, poiché la ISO 9001:2015 fa sì che un’impresa possa scegliere altre guide o norme per la valutazione dei propri rischi, poiché non tutte le imprese hanno stessi rischi e tutte le imprese hanno dimensioni e complessità differenti.

LEADERSHIP

L’alta direzione dovrà, dimostrarsi come guida ed esempio da seguire nel rispetto della gestione della qualità. Per fare ciò dovrà:

-       assumersi la responsabilità del sistema di gestione per la qualità;

-       assicurare gli obbiettivi;

-       assicurare la qualità nei processi;

-       promuovere il risk-based thinking;

-       assicurare la disponibilità di risorse;

-       comunicare l’importanza della gestione della qualità;

-       far partecipare attivamente le persone affinché contribuiscano all’efficacia del sistema di gestione;

-       promuovere il miglioramento;